I Locali-filtro a prova di fumo secondo il Codice Prevenzione Incendi

La progettazione dei locali filtro a prova di fumo fa parte dell’ingegneria antincendio in Italia. Tale fenomeno è conseguenza del ruolo centrale assunto negli ultimi anni dalla prevenzione dei danni causati dal fumo, principale causa di morte per incendio all’interno di un edificio.

Ma cos’è esattamente un filtro-fumo e quando è opportuno prevederlo in fase di progettazione?

Il locale-filtro a prova di fumo è un locale posto a dividere fisicamente due compartimenti adiacenti, al fine di impedire che i fumi e i gas di combustione, provenienti da uno dei due comparti, possano propagarsi verso l’altro.

Nella pratica uno dei due compartimenti è frequentemente costituito dal vano scale, che in caso di incendio costituisce una via di esodo privilegiata, e l’altro dal locale fonte del potenziale incendio. È qui che entra in gioco il locale-filtro mantenuto in sovrappressione, che previene la possibilità che il fumo possa invadere il vano scale.

È importante non confondere i LOCALI-FILTRO A PROVA DI FUMO (normati dal D.M. 03/08/2015 modificato con il D.M. 18/10/2019) con i COMPARTIMENTI A PROVA DI FUMO (normati dalla UNI EN 12101-13:2022), in quanto i primi si riferiscono a locali interposti tra due comparti e sono equiparabili a spazi scoperti mentre i secondi sono i compartimenti stessi. Queste due tipologie di locali rispondono a normative differenti: la norma UNI EN 12101-13:2022 riguarda la pressurizzazione delle vie di fuga (solitamente indentificate col vano scala), mentre i locali-filtro a prova di fumo sono un qualcosa che sta a protezione della via di fuga, cioè, stanno tra la via di fuga e il locale soggetto a potenziale incendio.

Per i locali Filtro-fumo il decreto ha previsto che debbano essere progettati e realizzati in modo da:

  • Impedire la propagazione del fumo e dei gas caldi tra due compartimenti attigui;
  • Consentire l'evacuazione sicura delle persone;
  • Non ostacolare il funzionamento dei sistemi di protezione attiva antincendio eventualmente presenti.

Inoltre, il decreto ha stabilito che i filtri fumo devono essere verificati e mantenuti in buono stato di manutenzione in conformità alle norme tecniche vigenti.

Requisiti di base

I filtri fumo devono soddisfare i seguenti requisiti di base:

  • Classe di resistenza al fuoco non inferiore a 30 minuti;
  • Due o più porte tagliafuoco almeno E 30-Sa, munite di congegni di auto chiusura;
  • Carico d’incendio specifico () non superiore a 50 MJ/;
  • Assenza di sostanze pericolose o lavorazioni pericolose.

    I filtri fumo devono soddisfare i seguenti requisiti di base:

    • Classe di resistenza al fuoco non inferiore a 30 minuti;
    • Due o più porte tagliafuoco almeno E 30-Sa, munite di congegni di auto chiusura;
    • Carico d’incendio specifico () non superiore a 50 MJ/;
    • Assenza di sostanze pericolose o lavorazioni pericolose.

Tipologie di locali filtro fumo

  • Filtri fumo con camino di ventilazione

I filtri fumo con camino di ventilazione devono essere dotati di un camino che consenta di evacuare i fumi in caso di incendio. Il camino deve avere una sezione da calcolare in base alle dimensioni del filtro stesso, ma mai inferiore a 0,10e deve essere realizzato in materiale incombustibile.

  • Filtri fumo con apertura laterale

I filtri fumo con apertura laterale devono essere dotati di un'apertura che consenta al fumo di fuoriuscire in caso di incendio. L'apertura deve avere una superficie non inferiore a 1 , non sono accettabili condotti di aereazione.

  • Filtri fumo con sovrappressione

I filtri fumo con sovrappressione devono essere mantenuti in sovrappressione di almeno 30 Pa rispetto agli ambienti circostanti in condizione di emergenza, in modo da impedire al fumo di entrare. La sovrappressione deve essere mantenuta da un sistema di ventilazione meccanica.

Linea del tempo dallo scoppio incendio al regime operativo del PDS

Come funziona un pressurizzatore?

  • Il sistema di rivelazione incendi (IRAI) invia, in caso di incendio, un segnale al quadro comando che attiva il pressurizzatore. La ventola posta all’interno della cassa metallica inizia ad aspirare aria pulita dall’esterno mettendo in pressione il locale-filtro, fino al raggiungimento dei 30 Pa di pressione minima previsti dalla norma.

    In caso di mancanza di alimentazione di rete, il sistema deve garantire al locale pressurizzato aria pulita almeno per il tempo definito dalla classe del filtro stesso, tipicamente due ore (EI 120) grazie a delle batterie che abbiano una capacità sufficiente allo scopo.

Dimensionamento

  • Per dimensionare correttamente la portata d’aria necessaria alla pressurizzazione di un filtro-fumo ci si basa su un calcolo aeraulico; il quale deve considerare tutte le perdite di carico rilevanti all’interno del locale e nelle condotte di adduzione. Vanno considerate quindi in primis le perdite attraverso le fessure presenti tra le porte tagliafuoco, il pavimento e i rispettivi telai, le perdite attraverso gli eventuali attraversamenti di impianti nelle pareti del filtro, le perdite causate dalla velocità dell’aria che scorre all’interno delle condotte di adduzione e le perdite per porosità attraverso pareti e solai del filtro.

    I calcoli aeraulici per i filtri fumo si eseguono in condizione di “porte chiuse”, in quanto il decreto ministeriale non prende in considerazione la pressurizzazione in caso di ipotesi di porta aperta (considera solo il passaggio delle persone attraverso il filtro come tempi transitori di breve durata) e non detta nessun criterio di velocità dell’aria attraverso le eventuali porte aperte.

    Il calcolo è inizialmente teorico poiché le perdite di portata restano altamente dipendenti dalla qualità del montaggio e/o dell’installazione delle porte del locale filtro. Solitamente viene confermato o modificato post sopralluogo.

    In definitiva, il Decreto Ministeriale 18 ottobre 2019 si configura come un provvedimento lungimirante che pone la sicurezza al centro, promuovendo la cultura della prevenzione incendi e tutelando la vita e la salute delle persone. L'implementazione diffusa di locali-filtro a prova di fumo in tutta la penisola italiana rappresenta un investimento in sicurezza che va a beneficio di tutti.

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